Museo Casartelli, il museo in valigia 2017-10-29T08:53:08+00:00

Museo Casartelli, il museo delle scienze
a cura di Alberto Longatti e di Giancarlo Sioli

L’idea di istituire un museo circolante delle scienze venne al presidente/fondatore dell’istituto Carducci nel 1917, sull’esempio dell’organizzazione scolastica svizzera che otteneva notevoli risultati noleggiando materiale ausiliario d’istruzione a varie scolaresche. Decise così di commissionare ad una industria specializzata parigina una completa apparecchiatura modellistica e visuale in miniatura per l’insegnamento di tutte le materie scientifiche previste dai programmi di scuole medie e istituti tecnici, comprendente sette scomparti (fisica e chimica, elettrotecnica, storia naturale, igiene, filatelia, numismatica, tecnologia e merceologia).

Tale corredo didattico, utilizzabile dagli insegnanti per rendere più efficaci le loro lezioni, venne collocato in appositi contenitori per renderne agevole il trasporto e quindi metterli a disposizione di quanti ne avessero bisogno.

Quindi Enrico Musa provvide ad adattare ad aula di studio un’ampia sala nella nuova ala dell’edificio, realizzata nel 1920, arredandola con ampi armadi ad ante vetrate e capaci cassettiere, prodotti su misura da falegnami brianzoli e intitolò la sala, secondo il costume dell’istituto, alla memoria di Guido Casartelli, già vicepresidente del Carducci.
Per rendere più gradevole l’aspetto del locale incaricò poi un valente pittore, il maestro d’arte della scuola del Carducci Achille Zambelli (Vigevano 1876-Gravedona 1963), di affrescare pareti e soffitto con immagini che riproducessero le caratteristiche formali della collezione didattica. Zambelli, coadiuvato da quattro decoratori, s’ispirò alla natura, animali e piante, per rappresentare un mondo nel quale la realtà appare come una fiaba, dai colori vivacissimi.

La composizione prevedeva anche alcuni medaglioni con ritratti di personaggi
della cultura comasca, ma fu un importante evento svoltosi dal 12 al 17 settembre 1927 a modificarne la destinazione: il convegno internazionale dei Fisici in occasione dell’Anno Voltiano. A quell’incontro parteciparono ben dodici Premi Nobel, fra cui Guglielmo Marconi ed Hermann Bohr. Per ricordare l’eccezionale avvenimento, i loro nomi vennero inscritti nei medaglioni con tutti quelli dei partecipanti al convegno.

Il prestito del materiale didattico a diverse scuole del territorio lariano divenne attivo a partire dal 1923; numerose lezioni ebbero luogo nella stessa sala Casartelli e in un’attigua saletta adibita a laboratorio dotato di mezzi audiovisivi.

Negli anni del secondo dopoguerra venne affidato temporaneamente all’Istituto Magistrale, che aveva occupato l’ala sud del Carducci, poi rimase in sede, sempre conservato negli armadi originari, e adibito ad esclusivo uso museale.

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Restauro dei dipinti murali
a cura di Clemente Tajana

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L’intervento di restauro conservativo dei dipinti murali del pittore Achille Zambelli è stato eseguito dall’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como nel primo decennio di questo secolo a seguito delle infiltrazioni di acqua dal tetto, che hanno provocato molte efflorescenze saline ed un diffuso sollevamento dello strato pittorico. Il degrado interessava
la “pergamena” del soffitto, le decorazioni floreali e le decorazioni animali eseguite a secco con tempera all’uovo e quindi fissate con colla animale.
Anche le borchie in legno dipinto, a simulare pietre preziose, e i filari tinteggiati con porporina di stagno, a simulare perle d’argento, si erano alterati. La fase diagnostica ha compreso la difrattometria ai raggi X e le analisi per colometria. È stata quindi eseguita la completa pulitura a secco perché la colla animale non può essere trattata con l’acqua. Si è quindi proceduto a far riaderire le numerose esfoliazioni con iniezioni capillari di caseinato d’ammonio e successiva estrazione dei sali solubili. Infine la reintegrazione dei dipinti murali ha seguito metodi analoghi a quelli originali, con ritocco pittorico ad acquerello.

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Il Museo Casartelli, oggi
a cura di Livia Porta

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L’Associazione Carducci vuole far conoscere questo prezioso bene della Città, che per anni è stato dimenticato, anche dopo il restauro dell’Accademia Galli ed il recupero e la catalogazione del suo contenuto ad opera di alcune classi della Stecca.
Come? Attraverso una comunicazione la più ampia possibile, che coinvolga anche le scuole, attraverso visite guidate gratuite, su prenotazione.
La bellezza dello spazio, la suggestione delle decorazioni murarie e degli oggetti scientifico-naturalistici che gli ampi armadi ospitano, sono in grado di affascinare i visitatori, anche i più giovani.

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Foto per gentile concessione del fotografo Carlo Pozzoni

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